sabato 23 gennaio 2016

Re-montagna

Ripropongo un vecchio post, dal quale ho attinto (tratto spunto) per creare la narrazione di una delle quattordici storie vere che troverete nel mio libro "LA SOFFITTA DEI RICORDI"

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Ci eravamo lasciati così, quasi con un punto di domanda, non ero sicura di poter fare tutto come progettato, ma alla fine, sono riuscita in tutto, nel pomeriggio fatto anche visita alla mia amica.

Mentre si scendeva la montagna, ci siamo imbattuti in uno scenario fantastico,

Il costone della montagna aveva delle lingue di ghiaccio stupende, là dove vi era un piccolo spazio, un prato, esso era coperto da fiori colorati.

Quei  fiori colorati, rallegravano quel panorama quasi surreale, quella frescura e quelle immagini che gli occhi hanno rapito, non solo la digitale ha immortalato, ma la mente ha concentrato.

Mi sono chiesta ma come è possibile così tanto ghiaccio, così tanta neve, in estate? Le risposte sono come sempre nelle domande, un bravo interprete o studioso, saprà anche rispondersi.

Giunta a valle, sono andata dalla mia amica e sostato per un caffè e qualche chiacchiera. Il fresco era un ricordo lontano quanto vicino in linea d'aria, eppure lo sbalzo termico c'è stato.
La giornata si è conclusa con un rientro a casa ancora più afoso, sereno, ma fresco di quei ricordi struggenti che solo la natura sa dare.

Gina.

Foto personale 

venerdì 11 dicembre 2015

Aria in festa

Natale... c'è aria di festa e leggera si appresta a respirar le gesta di una lieta novella.
Tutta d'oro, ricca ovattata e candida, avvolta da un velo... appena si sorseggia, la festa! 
Il pensiero narra come si sente l'animo, seppur i tempi stridono, e il cuore si apre alla visione della vita, che non sempre si assapora, spesso fugge o si consola. Non si assapora! Il Natale rispolvera or ora le fresche e candide sensazioni, andate di tempi ormai lontani ma mai tramontati, rivivono dentro un'immagine colma di dolcezza e sapore, come il miele e l'alta quota, come la gioia e la libertà nel gorgheggio della vita si lascia all'unisono canto di un richiamo natalizio. Il silenzio e gli stornelli fanno più vera la festa, anche se l'aria è trista e provata, nel Natale è tutta ritrovata.
-gina scanzani-

By Gina
Foto personale


Aria di festa

venerdì 2 ottobre 2015

La melagrana




Foto personale - By Gina

La Melagrana.
Frutto tipicamente invernale, la melagrana si rivela utile in numerose affezioni: dalle sindromi da raffreddamento, alle patologie caratterizzate da deficit di trasmissione neurologica, dai disturbi della micro-circolazione capillare, alle patologie oncologiche e degenerative.
Nella maggior parte dei casi se ne utilizza una unità a persona, mentre in casi particolari si prescrive solo il succo, anche in notevoli quantità giornaliere.

Nel periodo invernale, l’apporto di ferro, elettroliti e vitamine A e C da parte della melagrana, costituisce una valida difesa contro le malattie da raffreddamento, le sindromi influenzali e per il sostegno energetico
dell’organismo.

Per sfruttarne tutte le preziose proprietà terapeutiche, la melagrana si consuma fresca, ma può anche
essere impiegata sotto forma di succo o di sciroppo. 

Ricca di vitamina A e C, e a ridotto contenuto di fosforo e sodio, essa ha un’azione diuretica e drenante tessutale, con specifico effetto cardiotonico. 
Tuttavia, le sue principali azioni terapeutiche riguardano la micro-circolazione generale, in particolare quella renale, cardiaca e cerebrale. Inoltre, essendo dotata di una funzione ipoglicemizzante ed ipocolesterolemizzate, costituisce uno dei frutti indicati nel trattamento della malattia diabetica, che si caratterizza per i danni vascolari a carico dei parenchimi nobili e per le alterazioni del metabolismo lipidico. In questi casi bisognerà vietare l’assunzione del succo, particolarmente dolce, facendo assumere la melagrana con tutti gli acini, in modo da sfruttare l’azione ipoglicemizzante dei tannini in essi contenuti.

Questa è solo una parte del testo in merito all'argomento melagrana, pubblicato da Bioterapia Nutrizinale Applicata, TOMO II.

Preparazione succo
Un modo molto semplice per preparare del buon succo è il seguente: sgranare il melograno, inserire i chicchi in uno schiacciapatate e proseguite con la premitura a freddo. Assumetene una due tazzine da te al giorno, finché lo trovate e reperite in circolazione.
Qualora vi stancate di assumerne il succo, ma avete dei melograni a disposizione, sgranateli egualmente, ponete delle dosi di circa una tazza di caffè latte in una bustina e conservate in freezer, congelatelo. All'occorrenza tirate fuori il prodotto dieci minuti prima, lasciatelo scongelare e utilizzatelo come sopra descritto.

sabato 26 settembre 2015

Intervallo di tempo - (i miei amici a quattro zampe)


Il tempo volò via, con l'autunno... una lieta sorpresa mi attendeva.
Un bizzarro tempo, anomalo alquanto, stormiva come una nuvola nera, e sopra la testa stonava e brontolava. Ancora per poco, nuovi inquilini sarebbero arrivati a stare con noi.
Mentre l'autunno spogliava gli alberi la casa si vestiva. Quell'anno, 2013 appunto, ad aprire le danze dell'autunno, e riempire i miei spazi vuoti di gioia, due piccoli cagnolini, un vero spasso! Saltarono in testa vincendo su ogni pensiero. In casa tutti impazzirono per loro, tutti ne vennero attratti... e vederli crescere, giocarci insieme, una gioia che non conosce uguali!
Si alternarono intervalli burrascosi a periodi di quiete. Al bel sereno, mancava il freddo, per riempire di pathos l'atmosfera della casa già carica.
I cani diedero man forte, la gioia che portarono fu tale, per il loro (tanto) amore, da riempire il cuore. Ciò, insieme al calore dell'autunno non era poco... già mi sentivo avvolta la coperta dell'inverno. Arrivarono con esattezza il 12 settembre del 2013, con essi nella casa entrò tanta armonia e sano buonumore. Ogni tristezza scivolò nel vuoto, i miei amici sembravano calamite, attraevano ogni negatività.
Oggi hanno due anni, mi è d'obbligo parlare di loro. Ogni animale ha un indole propria, e quando le guardo, le riabbraccio ogni volta con la gioia nel cuore...  per avere due amici speciali capaci di allentare ogni tensione. Ho continuato a sognare, con loro vicine, semplicemente avendo cura delle piccole cose, iniziando da loro due.
Un modo per ringraziare i miei amici, questo post, che la loro festa è sempre se si possiede (una padrona) chi li ama! Perché è tenendo i piedi posati in terra, con lo sguardo rivolto al futuro, a questa terra che ogni giorno calpesto e tanto amo che posso continuare a camminare, vivere, gioire insieme a loro.


24.settembre.2015 Gina Scanzani
I miei due cani, due femminucce di due anni.

mercoledì 9 settembre 2015

Riflessioni sull'autunno


Come una ruota tutto cammina, tutto si trasforma, con  l'arrivo delle piogge le temperature ora più miti.
Gli alberi pian piano trasformano, i loro colori, da verde brillante a colori ramati, tendenti al giallo, per poi perdere tutte le foglie sino a denudarsi.
Ma c'è tempo per vederli spogli, ancora sono rigogliosi, almeno quelli che mi circondano... in tutti i modi l'autunno mi affascina, mi avvicina a quei colori caldi, castani, ai sapori di una volta, tutto si raccoglie intorno a me.
L'autunno mi piace, interpretato come la stagione del riposo, dove tutto, vegetali, animali, si adagiano su un letto di foglie, in attesa che la primavera li ridesti.
Sono emozioni bellissime se poi si osserva la trasformazione, i piccoli particolari, quel nuovo vestito che l'autunno presto indosserà.


Gina

venerdì 10 luglio 2015

I colori della montagna

Ieri dopo due mesi circa dall'ultima volta, sono tornata nuovamente verso la montagna, per una passeggiata distensiva e rilassante.la scorsa volta, avevo lasciato la delle linghe di ghiaccio, che in questi due mesi si sono disciolte, lasciando spazio ad un terreno arso, ad una montagna brulla, ad alberi ingialliti che sembravano bruciati dal sole e dal ghiaccio.
I frutti di bosco scarseggiavano molto, non ho visto more e mirtilli, giusto qualche lampone qua e la, e fragoline che stentavano, si potevano contare sulle dita.
In compenso gente che passeggiava come me, come noi sulla strada ve ne era assai, altra che prendeva la tintarella in costume, altri che partivano per escursioni, in breve la montagna era molto viva. 

Ma vedere questi alberi, con le foglie già marroni, è sembrato molto strano, come un avviso di autunno bello e buono. 

I colori cambiavano mano mano che dalla montagna si discendeva verso valle, anche la non era splendida come gli scorsi anni la natura, così verde che al solo fondarvi lo sguardo ti rilassavi, è stato diverso. 
La cosa più strabiliante è stato aver visto neanche due mesi fa una vegetazione ricca, di un colore verde brillante, ritrovarla ora con colori tendenti al marrone al giallo, questo in sincerità mi ha lasciata perplessa.
Dunque lassù è già autunno?



Quei colori ci hanno fatto riflettere, su come la natura sta mutando, ed ora questa mia piccola riflessione la posto in questo spazio vuoto.
Gina.


                                                  


venerdì 26 giugno 2015

Il vecchio e il bambino

Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...

L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...

I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero...

E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"

Francesco Guccini

(La morale di questa canzone mette in risalto le due sfere della società più indifese, il vecchio e il bambino; il lasso di tempo che separa i due negli anni, lo si ritrova scoltpito nel cambiamento. Al bimbo ed al vecchio, non restano che i sogni, un mondo di fiabe che solo il nonno avrà la costanza di raccontare.)